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BENVENUTO NEL SITO DELL'ALBAROSSA 2011
Chi siamo: Il manifesto sportivo di questa società e del suo quartiere.




STORIA di Pietralata logo
Nasce come una delle 12 borgate ufficiali, realizzate dal Governatorato di Roma per trasferirvi, tra il 1935 e il 1940, gli sfrattati degli "sventramenti edili" operati da Mussolini al centro di Roma, in particolare delle zone intorno al Campidoglio, via del Teatro di Marcello, Fori Imperiali, San Giovanni, Porta Metronia e di viale Castrense. Attraversa varie fasi in particolare gli anni del fascismo con le casette da "sette lire", chiamate così per via del loro costo, costruite in quel periodo prive di bagni, cucine ed acqua corrente. L'esperienza della guerra con la resistenza alle retate nazifasciste. A seguire, nel 1953, vengono sostituite le vecchie casette con abitazioni più moderne. A partire dal 1957, fino al 1964, i vecchi lotti vengono sostituiti dai palazzi. Gli unici punti di aggregazione erano un solo cinema, il mercato con la sua piazza, la parrocchia e la Casa del Popolo costruita nel 1967. La situazione di disagio viene descritta nei libri di Elsa Morante “La Storia”, di Pier Paolo Pasolini “Una vita violenta” e di Alberto Moravia “Racconti Romani”. Nel 1968 un ulteriore contributo alla conoscenza di Pietralata è portato dal testo pubblicato “Un anno a Pietralata” di Albino Bernardini, da cui nascerà un lungometraggio di Vittorio De Seta dal titolo “Diario di un maestro”. Dal 1968 il quartiere fonda l’Albarossa, in cui giocheranno gran parte dei ragazzi cresciuti a Pietralata e regalerà ricordi ed emozioni ancora vive nei racconti appassionati di chi l’ha vissuta.

STORIA dell’Albarossa
Ufficialmente fondata nel 1968, già dai primi anni ’50 calca i campi di puzzolana, affrontando squadre più blasonate e strutturate con i ragazzi della borgata sempre in prima linea per la loro maglia. Una storia che si intreccia con i vissuti di coloro che hanno costruito i racconti del quartiere. Si racconta che il campo “XXV Aprile” sia stato costruito in una notte, quando le maestranze e le manovalanze della borgata si sono riunite ed hanno realizzato un sogno: “dare al proprio territorio un’alternativa valida che potesse riscattare un senso di abbandono vissuto quotidianamente”. Oggi vogliamo recuperare quell’appartenenza ad un territorio, che significa aver cura delle proprie radici facendo rivivere nella memoria collettiva esperienze di vita, e prospettare un nuovo modello di socialità contrastando un individualismo e un menefreghismo dilagante, che isola le persone e mortifica ogni tipo di attività.

VISION
Etica e divertimento dentro e fuori dal campo di calcio.

MISSION
Rivivere emozioni antiche su nuove sfide da condividere con tutto il quartiere.

OBIETTIVI
In un contesto economico e sociale dominato dall’incertezza e dall’indifferenza, costruire un progetto collettivo per restituire al quartiere una vitalità perduta, assume un’importanza che va al di là del gioco e dello sport. Vogliamo utilizzare la leva del calcio per trasmettere i valori sani e autentici che hanno caratterizzato i quartieri popolari, offrendo ai più giovani fino ai più anziani momenti di comunicazione e di relazione. Una sfida che intende coinvolgere chi vive a Pietralata, per contribuire a migliorare un quartiere sempre meno custodito nella sua storia e nel suo futuro. Il nostro grande obiettivo è realizzare questo progetto con le forze vive del territorio, per tracciare un percorso virtuoso senza ostacoli di natura politica o personalistica che negli anni potrebbe minacciarne l’esistenza. Vogliamo entrare nella vita del quartiere e rendere visibile il nostro progetto, senza tralasciare niente e nessuno. Vogliamo dare una risonanza ampia al progetto ed alla sua storia, per essere una società riconosciuta per trasparenza, professionalità e correttezza. Tra una partita vinta ed una persa, è l’emozione di un progetto che vogliamo condividere.


IL FUTURO APPARTIENE A COLORO CHE CREDONO NELLA BELLEZZA DEI PROPRI SOGNI